Girovagando in rete, ho trovato un articolo di Barbara Di Salvo, sul suo blog (consiglio a tutti di leggerlo) che descrive esattamente quello che io penso sul ruolo che dovrebbero avere i sindacati.
Il mio modo di fare il “sindacalista” fin dall’inizio poco più di sei mesi fa è stato quello di cercare di fare gli interessi dei lavoratori dell’azienda nella quale lavoro.
Cercare di portare ad un contratto interno, inesistente, che ci dia qualche garanzia in termini di diritti ed economici in un’azienda nella quale dopo più di dieci anni la sola rappresentanza fino al mio arrivo era quella della CGIL ma che non ha prodotto nulla di positivo per noi.
I RSA/RSU devono lavorare nella loro realtà, devono cercare accordi territoriali od aziendali che siano al passo coi tempi e le situazioni. Le segreterie sindacali fanno politica, e non hanno la minima idea di cosa succeda per esempio in un ipermercato a caso magari nell’hinterland di Milano.
E’ ridicolo arroccarsi sull’intoccabilità del CCNL, come pensano in CGIL, quello c’è ma il lavoro più importante va fatto nelle singole aziende. Non la capiscono.
Magari se tu ci provi ti attaccano com’è successo al sottoscritto.
Certo anche io sono iscritto ad un sindacato per portare avanti le mie idee, ma devo affermare che fortunatamente la linea della Fisascat CISL Milano è un po’ più in linea coi tempi, vale a dire quella di puntare su contratti di 2° livello, ma quanto è difficile se oltre che con l’azienda devi scontrati con gli anacronistici compagni CGIL che vedono solo il CCNL.







