E’ successo in Inghilterra, a Clacton. Kimberley Swann, 16 anni, ha definito «noioso» il proprio lavoro, scrivendolo sulla bacheca della propria pagina di Facebook, non immaginava certo quali conseguenze avrebbe avuto il suo gesto.
Impiegata da poco tempo presso una società di logistica – la Ivell Marketing and Logistics –, la ragazza inglese è stata licenziata con la seguente motivazione «In seguito al commento da Lei postato su FB a proposito del Suo impiego, e preso atto della Sua insoddisfazione, l’Azienda ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato». Dal canto suo Kimberley, incredula, ha affermato che in quel messaggio non aveva nemmeno fatto il nome dell’azienda.
I sindacati inglesi hanno criticato il provvedimento dicendo che i datori di lavoro non dovrebbero conoscere le conversazioni private dei dipendenti, anche se queste sono espresse in un social network come Facebook.
È come se si seguissero i dipendenti nel privato per scoprire se si lamentano del proprio lavoro.
La ragazza non potrà intraprendere alcun’azione legale in quanto assunta da meno di un mese.
Così le aziende hanno trovato un nuovo modo per monitorare il comportamento dei propri dipendenti.
Spero che qui in Italia sia ancora possibile esprimere le proprie critiche o pensieri anche riguardo alla propria azienda.
Al bar, tra amici e colleghi, o anche attraverso Facebook o un blog. vorrei essere libero di dire quello che penso.
P.S. l’azienda nella quale lavoro è la migliore che si possa desiderare, un ambiente allegro, che ti motiva, ti tratta bene economicamente! Mai ci si annoia, questo è sicuro.
Scusate ma tengo famiglia!!!!!







